Il mistero della sostanza verde nell’aragosta: ecco cos’è davvero

Una breve lezione di anatomia dell’aragosta

Quando si mangia un’aragosta intera, è possibile incontrare diverse parti dell’animale:

Carne delle chele e della coda: la classica carne bianca che viene consumata più comunemente.

Tomalley: l’epatopancreas, generalmente di colore verdastro.

Uova: presenti nelle femmine che le stanno trasportando.

Guscio: il rivestimento esterno duro che protegge il corpo dell’aragosta.

Branchie: strutture respiratorie situate all’interno del carapace.

È praticamente una piccola lezione di biologia marina direttamente nel piatto!

Che sapore ha il tomalley dell’aragosta?

Qui le opinioni possono divergere parecchio.

Chi apprezza il tomalley lo descrive spesso come ricco, saporito, salmastro, cremoso e dal gusto intenso di crostaceo.

Il suo sapore può risultare più deciso rispetto alla carne delicata delle chele e della coda.

Alcuni amanti dei frutti di mare lo considerano una prelibatezza e lo mangiano immediatamente.

Altri, invece, vedono quella sostanza verde e pensano:

«Assolutamente no!»

Ed è perfettamente comprensibile. I gusti, soprattutto quando si parla di frutti di mare, sono molto personali.

Perché alcune persone considerano il tomalley una prelibatezza?

Storicamente, molte tradizioni culinarie hanno valorizzato diverse parti degli animali che altrimenti sarebbero state scartate.

Il tomalley dell’aragosta è apprezzato da alcune persone proprio per il suo sapore intenso e la consistenza cremosa.

È particolarmente gradito da chi ama mangiare l’aragosta intera e desidera assaporarne più parti, invece di limitarsi alla sola carne.

C’è anche qualcosa di affascinante nel sedersi a tavola davanti a un’aragosta intera, rompere il guscio e scoprire le diverse parti commestibili al suo interno.

È sicuro mangiare il tomalley dell’aragosta?

Questa è la parte più importante.

Sebbene il tomalley sia stato tradizionalmente consumato, non dovrebbe essere considerato automaticamente sicuro in ogni circostanza.

L’epatopancreas può accumulare alcuni contaminanti presenti nell’ambiente marino, comprese determinate biotossine e sostanze inquinanti. Per questo motivo, in alcune situazioni le autorità sanitarie hanno raccomandato di evitare il consumo di tomalley, soprattutto quando vengono segnalate fioriture algali nocive o altri episodi di contaminazione nelle zone di pesca.

Il problema, quindi, non è che la sostanza verde sia intrinsecamente velenosa.

La questione è che questo organo può concentrare alcune sostanze presenti nell’ambiente in cui vive l’aragosta.

Per questo motivo, prima di consumarlo, è prudente informarsi sulle eventuali raccomandazioni delle autorità sanitarie o della pesca locali relative alla zona di provenienza dell’aragosta.

E la carne dell’aragosta?

La carne dell’aragosta è la parte consumata più comunemente ed è soggetta alle normali indicazioni di sicurezza alimentare relative ai prodotti ittici.