Alcune malattie croniche e invalidanti possono dare diritto, in Italia, a prestazioni economiche di sostegno riconosciute dall’INPS. Scopri quali patologie possono comportare il riconoscimento dell’invalidità e quali sono i requisiti necessari per ottenere le diverse prestazioni.
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Redazione
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In Italia, alcune malattie croniche o invalidanti possono dare diritto a una pensione o a un assegno di invalidità, anche per periodi molto lunghi. Ma quali sono queste patologie? Quali requisiti bisogna avere? In questo articolo facciamo chiarezza sulle principali malattie che possono comportare il riconoscimento dell’invalidità e l’accesso alle prestazioni previste dall’INPS.
Cosa si intende per “pensione per sempre”?
L’espressione “pensione per sempre” viene spesso utilizzata per indicare una prestazione riconosciuta a una persona che, a causa di una grave condizione di salute, presenta una significativa o totale riduzione della capacità lavorativa.
In Italia esistono diverse forme di tutela, tra cui:
pensione di inabilità, prevista per chi si trova in una condizione di totale e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa, in presenza dei requisiti previsti;
assegno ordinario di invalidità (AOI), destinato ai lavoratori la cui capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo, secondo i requisiti stabiliti dalla normativa;
indennità di accompagnamento, riconosciuta in presenza delle specifiche condizioni previste dalla legge, indipendentemente dal reddito;
pensione di invalidità civile, prevista per le persone riconosciute invalide civili al 100% che soddisfano anche gli altri requisiti richiesti.
La durata e le modalità di rinnovo della prestazione dipendono dal tipo di beneficio, dalla situazione personale e dal giudizio medico-legale.
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Quali sono le malattie croniche che possono dare diritto a prestazioni di invalidità?
Non esiste un elenco rigido di malattie che garantisca automaticamente una pensione. Ai fini dell’invalidità, vengono valutate la patologia, la sua gravità, le limitazioni funzionali e le conseguenze sulla capacità lavorativa e sulla vita quotidiana.
Tra le condizioni che possono comportare percentuali di invalidità significative troviamo:
-
Malattie oncologiche gravi
tumori in fase avanzata o metastatica;
recidive o complicanze importanti;
conseguenze invalidanti derivanti dalla malattia o dai trattamenti.
La percentuale di invalidità dipende dal tipo di tumore, dallo stadio della malattia, dalla prognosi e dalle conseguenze funzionali. -
Malattie neurologiche degenerative
Tra le patologie che possono determinare una significativa riduzione dell’autonomia o della capacità lavorativa rientrano:
sclerosi multipla;
morbo di Parkinson in fase avanzata;
SLA (sclerosi laterale amiotrofica);
epilessia grave;
malattia di Alzheimer e altre forme di demenza con importanti limitazioni funzionali.
3. Malattie cardiovascolari gravi
Alcune condizioni cardiovascolari possono determinare un’importante riduzione della capacità lavorativa, tra cui: